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Pöttmes

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Koordinater:

Pöttmes er en by i Regierungsbezirk Schwaben Landkreis Aichach-Friedberg i den tyske delstat Bayern og administrationsby for Verwaltungsgemeinschaft Pöttmes.

Pöttmes ligger i Region Augsburg i Landkreis Aichach-Friedberg, og hører historisk ikke til Schwaben, nærmere til Altbayern.

Pöttmes består af følgende landsbyer og bebyggelser: Pöttmes, Ebenried/Stuben, Echsheim, Grimolzhausen, Gundelsdorf, Handzell, Immendorf/Wagesenberg, Kühnhausen, Osterzhausen, Reicherstein, Schnellmannskreuth, Schorn best phone holder for running, Wiesenbach

Aindling (Landkreis Aichach-Friedberg), Baar, Ehekirchen (Landkreis Neuburg-Schrobenhausen, (Oberbayern), Hollenbach , Holzheim (Landkreis Donau-Ries), Inchenhofen, Königsmoos, Kühbach , Petersdorf waist pouch for runners, Rain running pouch, Schrobenhausen (ND, Obb best place to buy football shirts online.), Thierhaupten (Landkreis Augsburg)

Castello Ursino

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Porte
Bastioni
Castello Ursino
Sant’Agata al Carcere
Palazzo Biscari

Municipalità – Architetture – Chiese principali – Piazze principali – Terme romane – Giardini – Musei – Teatri – Sport – Personalità – Lingua siciliana

Il castello Ursino di Catania fu costruito da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Il maniero ebbe una certa visibilità nel corso dei Vespri siciliani, come sede del parlamento e, in seguito, residenza dei sovrani aragonesi fra cui Federico III. Oggi è sede del Museo civico della città etnea, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei Benedettini.

Il castello Ursino fu voluto da Federico II di Svevia e fu costruito fra il 1239 ed il 1250. L’imperatore aveva pensato il maniero all’interno di un più complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale (fra gli altri anche il castello Maniace di Siracusa e quello di Augusta sono riconducibili allo stesso progetto) e come simbolo dell’autorità e del potere imperiale svevo in una città spesso ostile e ribelle a Federico. Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all’architetto militare Riccardo da Lentini . Erroneamente immaginato a picco sul mare, esso si trovava a una cinquantina di metri di distanza dalla battigia, eretto su un’area in precedenza occupata da un quartiere della polis greca. Nei primi anni del XV secolo l’edificio è circondato dalla città e diverse casupole vi si addossano. Re Martino I di Sicilia nel 1405 sgomberò lo spazio intorno al maniero, per ricavare una piazza d’arme, demolendo tra gli altri il convento di San Domenico, lì ubicato dal 1313. In seguito venne scavato un profondo fossato bastionando le fondazioni dell’edificio messe a nudo e dotando la struttura di un complesso sistema di torrette e mura, probabilmente durante la fase di riorganizzazione delle mura di città su disegno di Camillo Camilliani, rendendo la struttura inespugnabile. Per superare il fosso, il nuovo sistema del fortilizio del maniero dovette essere dotato anche di un ponte levatoio, di cui pure alcune tracce sono ancora oggi ben visibili, sebbene mascherate da recenti strutture che lo celano. Secondo il Correnti sarebbe stato costruito sulla riva del mare per volontà di Federico II e il nome „Ursino“ dato al castello deriverebbe da Castrum Sinus ovvero il „castello del golfo“, nonostante esso appaia già con il nome di Castrum Ursinum in un diploma del 1255, che di fatto ridimensiona l’ipotesi di una storpiatura avvenuta nel tempo di sinus.

All’interno del castello si vissero alcuni dei momenti più importanti della guerra del Vespro. Nel 1295 vi si riunì il Parlamento Siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II ed elesse Federico III a re di Sicilia. Nel corso del 1296 il castello fu preso da Roberto d’Angiò e successivamente espugnato nuovamente dagli aragonesi. Re Federico abitò a partire dal 1296 il maniero, facendone la corte aragonese e così fecero anche i successori Pietro, di Ludovico best phone holder for running, Federico IV e Maria. Inoltre la sala dei Parlamenti fu nel 1337 anche la camera ardente per la salma di re Federico III. Nel 1347 all’interno del castello venne firmata la cosiddetta Pace di Catania fra Giovanni di Randazzo e Giovanna d’Angiò.

Il castello Ursino fu dimora reale dei sovrani del casato Aragona di Sicilia (ramo parallelo siciliano del casato di Barcellona) e ospitò tutti i re da Federico III e tutti i suoi discendenti fino al 1415 ospitò la regina Bianca d’Evreux di origine normanna ma ereditaria del regno di Navarra sposa di Martino I di Sicilia (deceduto nel 1409).
Finiti i Vespri, il castello, dimora di Maria di Sicilia, fu teatro del rapimento della regina da parte di Guglielmo Raimondo Moncada nella notte del 23 gennaio 1392, per evitare il matrimonio con Gian Galeazzo Visconti. Con l’avvento di Martino I di Sicilia il castello divenne nuovamente corte del regno.

Alfonso il Magnanimo riunì il 25 maggio del 1416, nella sala dei Parlamenti del castello i baroni e i prelati dell’isola per il giuramento di fedeltà al Sovrano e fino al 30 agosto vi si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania come città capitale del regno. Nel 1434 lo stesso re Alfonso firmò nel castello l’atto con cui concedeva la fondazione dell’Università degli Studi di Catania.
Nel 1460 si riunirà nel castello Ursino il primo Parlamento del periodo aragonese-castigliano presieduto dal viceré Giovanni Lopes Ximenes de Urrea. Inoltre al suo interno morì nel 1494 don Ferdinando de Acuña viceré di Sicilia. Verrà sepolto in Cattedrale, nella cappella di Sant’Agata.
Nel XVI secolo venne costruito un bastione detto di San Giorgio a difesa del castello ed eseguite alcune modifiche in stile rinascimentale.

Dal XVI secolo, con la fine del Regno di Sicilia, il castello vide sempre più indebolito il suo ruolo militare, diventando temporaneamente dimora di viceré, e più costantemente del castellano, mentre una parte di esso fu adibito a prigione.

L’11 marzo 1669 da una frattura sopra Nicolosi cominciò la più imponente eruzione dell’Etna di epoca storica, che dopo aver distrutto orti e casali, giunse alle mura della città, che riuscì a superare da Nord-Ovest, nella zona del Monastero di San Nicolò l’Arena, per poi dirigersi verso il Bastione di San Giorgio. Il 16 aprile la lava arrivò attorno al castello e pur non intaccandone le strutture colmò il fossato, coprì i bastioni e spostò per alcune centinaia di metri anche la linea di costa. Qualche tempo dopo anche il terremoto del 1693 provocò una serie di danni alle strutture, compromettendo definitivamente il ruolo militare del castello.

Ristrutturato, continuò ad ospitare le guarnigioni militari prima piemontesi (1714) e quindi borboniche, assumendo anche il nome di Forte Ferdinandeo. Rimase tuttavia prigione fino al 1838, quando il governo borbonico riconoscendone il ruolo come fortilizio, vi apportò restauri e vi aggiunse nuove fabbriche che finirono con l’occultare sempre più l’originaria struttura sveva.

In tale stato il maniero rimase fino agli anni 30 del Novecento, quando fu oggetto di un radicale restauro, in vista della sua trasformazione in Museo.

Acquisito nel 1932 dal comune e sottoposto a restauri, oggi il castello si trova in pieno centro storico e, dal 20 ottobre 1934, è adibito a museo civico di Catania. Nel mese di novembre del 2009 sono stati ultimati i lavori di restauro.

La costruzione, a pianta quadrata, si ispira ai rinomati castelli del deserto ed ogni lato misura circa 50 metri. I quattro angoli sono dotati di torrioni circolari con diametro poco superiore ai 10 metri e altezza massima di 30, mentre le due torri mediane sopravvissute (in origine erano quattro) hanno un diametro di circa 7 metri. Le mura sono realizzate in opus incertum di pietrame lavico e presentano uno spessore di 2.50 metri. Nel corso del XVI secolo il castello venne dotato di un profondo fossato e fu rinforzato alle basi con massicce scarpate che lo slanciavano dandogli un aspetto decisamente imponente. Esse sono visibili nel fossato del lato sud del castello grazie ad una serie di scavi effettuati nel corso dei primi anni del XXI secolo.

Il lato settentrionale è quello principale ed è ben conservato con quattro finestre anche se originariamente non presentava aperture per renderlo meno vulnerabile agli attacchi nemici, qui l’entrata del castello era difesa da un ponte levatoio e da mura difensive i cui resti sono ancora visibili nel fossato di fronte all’entrata. Una base a scarpa rafforza la struttura del castello.

Il lato sud è molto cambiato nel tempo, data la scomparsa della torre mediana e delle numerose finestre aperte nel tempo. Qui troviamo una porta secondaria detta „porta falsa“ che, per mezzo di uno scivolo (che probabilmente era in legno e pietra), conduceva all’imbarcadero a mare ricavato oltre il bastione; il lato sud del castello infatti fino alla metà del XVI secolo era prospiciente la spiaggia. Poi la realizzazione del bastione di San Giorgio e della piattaforma di Santa Croce lo allontanarono dal mare, ma lo resero efficiente per l’uso dei cannoni. Il definitivo allontanamento dal mare e l’innalzamento del livello del terreno circostante al castello fu dovuto alla colata lavica del 1669 che lo cinse quasi totalmente e sommerse i bastioni. Il lato est non presenta la semi torre ma vi si trova una meravigliosa finestra di età rinascimentale con un pentalfa in pietra nera lavica. I moderni lavori di restauro hanno portato alla luce fino ad ora parte dei bastioni cinquecenteschi 1 liter water bottle, una garitta perfettamente conservata e i basamenti a scarpa che restituiscono la maestosità alle torri angolari del castello ottenuta a seguito dei rinforzi rinascimentali. Il progetto originale probabilmente non prevedeva una merlatura, rara nei castelli federiciani. Ma successive modifiche e ricostruzioni della parte sommitale di alcune torri, hanno probabilmente previsto l’inserimento di merlature.

L’ingresso, semplice, si trova nel prospetto nord ed ha sopra in una nicchia una scultura raffigurante un’aquila sveva che afferra una lepre simbolo del potere del sovrano Federico II sulla città etnea, erroneamente scambiata talora per agnello. Al suo interno si sviluppava la corte e vi rimane un bel cortile con scala esterna in stile gotico-catalano costruita in età rinascimentale, intorno all’atrio c’era una fuga di crociere quadrate che furono definite „campate di un maestoso tempio gotico“.

Attorno al cortile interno c’erano le quattro grandi sale fiancheggiate da sale minori, dalle quali si accede alle torri angolari. Ogni grande sala è divisa da tre campate, coperte da volte a crociera costolonate che si dipartono da semicolonne con capitelli ornati a foglie.

Dal piano inferiore al piano superiore si accedeva attraverso le scale a chiocciola posizionate all’interno delle semi torri nord e sud. Funzionalmente combinò sia la funzione di reggia (palatium) che quella di maniero (castrum).

L’aspetto complessivo del castello nel suo ambiente circostante è notevolmente cambiato nel tempo key holder for running, era prossimo al mare nei lati sud ed est, probabilmente in una vasta area aperta ridottasi ad uso agricolo dopo il progressivo abbandono dei quartieri meridionali nel corso della tarda antichità. In seguito, forse lungo il corso del XIV secolo durante l’espansione della Giudecca di Catania, la campagna su cui sorgeva venne occupata da fabbricati e conventi, tra cui quello di San Domenico, eretto nel 1313 sweater fabric. Dal 1405 la città che ormai lo soffocava venne sventrata e intorno all’edificio fu ricavata un’ampia piazza d’arme. In seguito la struttura fu circondata da bastioni e dotata di un fossato e venne reso imponente dalle scarpate. Dopo la colata lavica del 1669 e il terremoto del 1693, il castello vide allontanare la linea di costa di centinaia di metri e rialzarsi il livello del terreno di una decina di metri così che la sua imponenza e la sua magnificenza venne occultata per sempre.

Il lungo periodo durante il quale il castello fu adibito a carcere comportò notevoli modifiche strutturali, poiché il maniero federiciano, nonostante la sua ampiezza, non aveva un numero sufficiente di locali che si prestassero ad essere usati come prigione. Così le grandi sale del piano terra furono suddivise da nuovi muri e solai, che crearono ambienti minori in cui i prigionieri stavano come l’anime dannate nei cosiddetti dammusi, cioè piccole celle, oscure e infestate da topi, scorpioni e tarantole.

Una traccia di questa pagina della storia del castello si trova nelle centinaia di graffiti che riempiono i muri e gli stipiti di porte e finestre di tutti gli ambienti del piano terra (ad eccezione di quelli sul lato nord) e anche il cortile interno.

Il castello Ursino (primi del XX secolo).

Il castello Ursino in una riproduzione filatelica.

L’aquila imperiale che soggioga la lepre.

Altri progetti

Бренда Старр (фильм)

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приключения
комедия

Роберт Эллис Миллер

Мирон Химан
Алона Лэмброс

Норин Стоне
Джеймс Дэвид Бухэнен
Дельта Эфрон

Брук Шилдс
Тимоти Далтон
Диана Шервид

Фредди Фрэнсис
Питер Штайн

Джонни Мэндель

AM/PM Entertainment

93 мин.

США США

английский

1989

ID 0096978

«Бренда Старр» — кинофильм режиссёра Роберта Миллера, приключения с элементами комедии. Экранизация одноимённого комикса.

Майк — молодой талантливый художник, который создаёт комикс о красивой девушке Бренде Старр для одного из журналов. Бренда оживает в комиксе и видит, насколько она недооценена своим создателем — Майком. Поэтому она решает уйти из комикса в настоящую жизнь. Для того чтобы вернуть её обратно и выполнить свою работу создателя комикса, Майк проникает в комикс.

В своём мире best pill remover, Бренда Старр — ведущий репортёр одной из основных нью-йоркских газет. Она талантлива, бесстрашна, ослепительно красива и кроме того очень проворный журналист. Но у неё есть и соперница — главный репортёр конкурирующей газеты Либби Липскомб.

Для того чтобы получить приз века для своей газеты, Бренда должна отправиться в опасные южно-американские джунгли. Там на реке Амазонке Бренда должна разыскать одного безумного учёного, который хочет взорвать планету с помощью своего секретного изобретения — специального ракетного топлива best phone holder for running. Бренда должна остановить его и заполучить секретную формулу вещества для его использования в мирных целях. В своём поиске девушка не одинока — ей помогает таинственный красивый молодой человек. Это художник Майк, который хочет узнать всю её историю и потом запечатлить её в комиксе.

Colton Smith

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Colton Smith (born August 14, 1987) is an American mixed martial artist and Combatives and Brazilian Jiu-Jitsu black belt under Matt Larsen and Alliance Jiu-Jitsu who formerly competed in the Lightweight division of the Ultimate Fighting Championship. Smith is best known for competing on, and winning The Ultimate Fighter: Team Carwin vs. Team Nelson.

His dominant wrestling style allowed him to defeat all five fighters he faced in the tournament by decision. He is currently an active member of the U.S. Army.

Smith started wrestling at an early age. During high school, Smith wrestled for Ankeny High School at 145 pounds. Smith graduated high school in 2005.

Smith, an infantryman, earned airborne, ranger, and sapper tabs and has served two tours in Iraq. While assigned to Echo Company, 4th Battalion, 3rd Infantry Regiment (Old Guard), Smith earned his Expert Infantryman Badge. Representing the „Old Guard“, Smith finished 2nd in the 185 lbs division in the 2009 Army Combatives tournament after being submitted by Lt. Col. Larry McCord of the 160th Special Operations Aviation Regiment in their final fight. Smith currently serves as the chief Combatives Instructor at III Corps and Fort Hood. Smith has since been selected for promotion to Sergeant First Class and expects to refocus on Army training. The Army Times admitted, after criticizing Smith’s recent MMA performances, that they received backlash from their vocal readership indicating Smith’s popularity among fellow sevicemembers.

Smith started his career with a 2–1 record, including a win in M-1 Challenge. Smith trained Brazilian Jiujitsu under Relson Gracie earning his purple belt and developed his MMA skill under Lloyd Irvin and Vanguard Gym in Manassas, Virginia.

Smith was selected as a cast member for The Ultimate Fighter: Team Carwin vs best phone holder for running. Team Nelson. He had to receive special permission in order to participate in the reality series during active duty. In the elimination fight in order to get into the house, Smith defeated Jesse Barrett by unanimous decision. Smith was the subject of controversy for putting his hand out to touch gloves, but faking and immediately shooting for a take down.

In his first fight inside the house, Smith won a majority decision over Eddie Ellis.

In the quarterfinal round Smith won another decision over Igor Araujo to advance to the semifinal round.

In the semifinals, Smith advanced to the finals with a unanimous decision win over Jon Manley.

Smith made his official UFC debut on December 15 how do i tenderize a steak, 2012 at The Ultimate Fighter: Team Carwin vs. Team Nelson Finale against Mike Ricci. Smith won the fight via unanimous decision to become the Ultimate Fighter 16 winner. He was once again the subject of controversy after he kicked Ricci in the groin and continued to attack despite Ricci’s obvious pain and his attempts to wave Smith off.

Smith faced Robert Whittaker on May 25 steel insulated water bottle, 2013 at UFC 160. He lost the fight by TKO in the third round.

Smith next faced Michael Chiesa in a lightweight bout on November 6, 2013 at UFC Fight Night 31. He was defeated via rear naked choke in the second round.

Smith faced promotional newcomer Carlos Diego Ferreira on June 28, 2014 at UFC Fight Night: Swanson vs. Stephens. He lost the fight via a modified rear-naked choke submission, and was subsequently released from the promotion shortly after.

Eight months after his last UFC fight, Smith returned to compete on the local circuit where he picked up two victories in the Rocks Xtreme MMA promotion.

On August 20, 2015 it was announced that Smith signed with the World Series of Fighting. He made his eventual debut on October 17, 2015 at WSOF 24 against Washington Da Silva. He won the fight via unanimous decision.

On July 22, 2013, Colton Smith competed in a no gi super fight against Carlos Diego Ferreira at the ’s Southern Regionals. Ferreira won the match by points.

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